{"id":1329,"date":"2016-07-30T08:40:45","date_gmt":"2016-07-30T06:40:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tracciati.eu\/?p=1329"},"modified":"2016-10-18T10:54:27","modified_gmt":"2016-10-18T08:54:27","slug":"da-padova-fino-allamarone-storia-di-camilla-e-massimago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/2016\/07\/30\/da-padova-fino-allamarone-storia-di-camilla-e-massimago\/","title":{"rendered":"Da Padova fino all&#8217;Amarone&#8230; storia di Camilla e Massimago"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> Emanuele Cenghiaro<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una data che <strong><span style=\"color: #993300;\">Camilla Rossi Chauvenet<\/span><\/strong>, titolare di <a href=\"http:\/\/www.massimago.com\" target=\"_blank\">Massimago<\/a>, uno dei nomi nuovi che pi\u00f9 sta facendo parlare di s\u00e9 nel panorama vinicolo veneto, vede tutti i giorni quando sale le scale per andare in ufficio: il 7 aprile 2011. \u00c8 dipinta su una delle pareti che componevano lo stand della sua azienda al primo Vinitaly: non l\u2019ha mai buttata e ora \u00e8 l\u00ec, come un traguardo e allo stesso tempo un punto di partenza, simbolo e augurio. Perch\u00e9 questa \u00e8 una storia ancora tutta da scrivere, ma gi\u00e0 si pu\u00f2 raccontare.<br \/>\n\u00abMassimago \u00e8 la tenuta \u2013 spiega la Rossi Chauvenet \u2013 che fu acquistata nel 1883 dalla famiglia di mia madre a Mezzane di Sopra. Il nome viene dal latino maximus agium o ager: qui si coltiva da sempre.\u2008Ci venivo spesso da bambina, era la classica casa di campagna: mai avrei pensato che sarebbe diventata il centro della mia attivit\u00e0.\u2008Mio nonno, quando lasci\u00f2 in eredit\u00e0 la tenuta a mia madre, quasi si scus\u00f2 per la scocciatura che le stava rifilando\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/MASSIMAGO-colline.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1330\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1330 alignright\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/MASSIMAGO-colline-300x200.jpg\" alt=\"MASSIMAGO-colline\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Eppure ancora giovanissima, studentessa al liceo Tito Livio di Padova, Camilla forse presentiva gi\u00e0 qualcosa.\u2008A 18 anni si iscrive a un corso per sommelier: oggi garantisce che quella scelta non c\u2019entrava nulla con le vigne di famiglia. \u00abMi ero iscritta \u2013 assicura \u2013 solo perch\u00e9 ero affascinata dai profumi, davvero! Per\u00f2 da l\u00ec \u00e8 scattato qualcosa: mentre i miei compagni di liceo si iscrivevano a Giurisprudenza, io scelsi di fare agraria.\u2008Pensa che volevo andare a fare pozzi, in Africa, con la cooperazione internazionale\u00bb.<br \/>\nNemmeno Agraria, quindi, c\u2019entrerebbe qualcosa con l\u2019amarone&#8230; Il percorso di studio, per\u00f2, la porta da Agripolis alla Spagna fino a una delle pi\u00f9 rinomate scuole di agraria europee, Montpellier: in Francia, non a caso la terra del vino. \u00ab L\u00ec ho incontrato studenti che non erano agricoltori di origine ma che credevano veramente nell\u2019agricoltura, la studiavano per passione, come una missione; ho iniziato a guardare le cose in modo diverso.\u2008E mi sono resa conto del patrimonio unico che abbiamo in Italia, a partire dalla grande biodiversit\u00e0\u00bb.<br \/>\nNel 2003 il ritorno a casa, richiamata \u201call\u2019ordine\u201d dalla famiglia. A Massimago vanno risistemati i vigneti, c\u2019\u00e8 bisogno di qualcuno che ne capisca qualcosa. Camilla \u00e8 quasi agronoma: chi pi\u00f9 adatto di lei? \u00c8\u2008forse solo allora che si accorge di avere tra le mani un tesoro: quel terreno a Mezzane, cos\u00ec bistrattato dal nonno, \u00e8 in realt\u00e0 una rarit\u00e0, un unico cru indiviso posto tra i 100 e i 350 metri di altezza, esposto a sud-ovest, nella terra di quell\u2019amarone che sta proprio allora conquistando il mondo. Le uve di Massimago, come da sempre, a quel tempo vengono ancora conferite alle altre cantine. \u00c8 ora di cambiare: nel 2004 si fa una prova, si fanno vinificare all\u2019esterno mille bottiglie.\u2008L\u2019esperimento riesce: la giovane agronoma si rende conto che il suo destino, d\u2019ora in poi, sar\u00e0 fare l\u2019imprenditrice. Quattro anni dopo la cantina \u00e8 pronta: il primo amarone cento per cento Massimago porta impressa la data 2008.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Camilla-Massimago.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1331\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1331\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Camilla-Massimago-300x300.jpg\" alt=\"Camilla-Massimago\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>Non tutto \u00e8 facile, all\u2019inizio:\u00a0 c\u2019\u00e8 da costruire un\u2019azienda, bisogna rimboccarsi le maniche, lavare le vasche quando serve e occuparsi di ogni cosa, dai clienti al sito web. Cambiare cappello ogni dieci minuti.\u2008Affrontare i pregiudizi dei colleghi, soprattutto maschi. \u00abNon avevo una famiglia contadina alle spalle che mi potesse consigliare \u2013 continua la Rossi Chauvenet \u2013 e per i miei colleghi ero l\u2019ultima arrivata, per di pi\u00f9 giovane e donna&#8230; Da qualcuno di cui mi fidavo mi sarei aspettata maggiore aiuto e consigli, invece pi\u00f9 di una volta mi sono presa della pazza, spesso mi sono sentita guardata dall\u2019alto in basso.\u2008Il rispetto in questo campo te lo devi guadagnare\u00bb.<br \/>\nGuadagnare s\u00ec, e per farlo servono le idee chiare anche se controcorrente: da subito la scelta cade sul bio, bench\u00e9 il primo \u201corganic wine\u201d ufficiale di Massimago sia in vendita solo in questi giorni. \u00c8 un ros\u00e8 spumante da uve corvina, non un amarone, che si sta invece ancora affinando e non sar\u00e0 commercializzato prima di un paio d\u2019anni. \u00abLa mia tesi di laurea verteva sul compostaggio: la scelta del bio per me e la mia famiglia \u00e8 stata naturale.\u2008Da nove anni non utilizziamo fitosanitari, abbiamo fatto sovesci, abbiamo un impianto fotovoltaico e ho fatto risistemare il bosco. Devo dire che anche il terreno e l\u2019esposizione ci favorisce nella scelta del bio\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi Massimago si presenta come un\u2019oasi in cui il prodotto vino e la bellezza del territorio e della natura si valorizzano a vicenda.\u2008Un modello invidiato, che d\u00e0 lavoro a sette persone, quasi tutti giovani sotto i trent\u2019anni, e si divide tra vino e accoglienza turistica. Accanto alla cantina \u00e8 stato infatti ricavato, nella casa padronale, un agriturismo con camere e appartamenti, il Wine relais. Altri alloggi per turisti sono invece a Verona, citt\u00e0 dove oggi vive, ma anche a Padova nella casa di famiglia, uno dei luoghi pi\u00f9 misteriosi della citt\u00e0: la trecentesca torre della catena oggi \u00e8 Massimago Wine Tower. In tutte, il filo conduttore \u00e8 il vino: si possono fare brevi corsi di degustazione e assaggiare bottiglie selezionate.<br \/>\nObiettivi futuri?\u2008\u00abVorrei dedicarmi seriamente alla comunicazione aziendale e a far crescere Massimago. Anche perch\u00e9 un\u2019azienda piccola ha costi troppo alti da sostenere\u00bb. C\u2019\u00e8 ancora spazio per Padova nella vita di Camilla? \u00ab\u00c8 vero, sono diventata quasi veronese.\u2008Ma quando torno a Padova la sento come la mia citt\u00e0.\u2008\u00c8 pi\u00f9 a misura d\u2019uomo,\u2008Verona \u00e8 pi\u00f9 turistica. Non esiste, ad esempio, un mercato in centro per acquistare verdura fresca, e tanto meno qualcosa come, da noi, le botteghe di &#8220;sotto il Salone&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><em>(Questo articolo \u00e8 uscito, con poche differenze, nel numero del 26 giugno 2016 del settimanale \u00abLa Difesa del Popolo\u00bb di Padova)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emanuele Cenghiaro C\u2019\u00e8 una data che Camilla Rossi Chauvenet, titolare di Massimago, uno dei nomi nuovi che pi\u00f9 sta facendo parlare di s\u00e9 nel panorama vinicolo veneto, vede tutti i giorni quando sale le scale per andare in ufficio: il 7 aprile 2011. \u00c8 dipinta su una delle pareti che componevano lo stand della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[162,203,158,204],"tags":[],"class_list":["post-1329","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-foodwine","category-incontri","category-persone","category-ultimi-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1329","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1329"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1329\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1350,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1329\/revisions\/1350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}