{"id":1578,"date":"2017-01-09T18:26:13","date_gmt":"2017-01-09T17:26:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tracciati.eu\/?p=1578"},"modified":"2021-01-04T10:25:12","modified_gmt":"2021-01-04T09:25:12","slug":"montemartini-da-centrale-elettrica-a-museo-da-non-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/2017\/01\/09\/montemartini-da-centrale-elettrica-a-museo-da-non-perdere\/","title":{"rendered":"Montemartini, da centrale elettrica a museo da non perdere"},"content":{"rendered":"<p>Dove forse non te l&#8217;aspetti, appena fuori dal cuore di Roma e a due passi dalla basilica di San Paolo, si trova uno dei pi\u00f9 interessanti siti di archeologia industriale oggi trasformati in sede museale. E non di opere qualunque si tratta, ma di statue provenienti da aree sacre, giardini e palazzi di Roma antica e conservati nei depositi dei Musei capitolini: hanno trovato stabile ospitalit\u00e0 in uno dei templi moderni della tecnologia industriale di inizio Novecento. L&#8217;importanza di questo sito non \u00e8 per\u00f2 solo in ci\u00f2 che contiene, bens\u00ec nella sua potenzialit\u00e0 di trascinare la riqualificazione dell&#8217;intera area in cui \u00e8 inserita, una ex area industriale &#8211; a suo tempo la prima della citt\u00e0, dove si trova ad esempio il celebre gasometro immortalato da alcuni film, visibile dalle finestre del museo &#8211; che come spesso \u00e8 accaduto per siti simili ha subito declino e degrado nella seconda met\u00e0 del secolo. Questi spazi industriali trovano spesso nuova vita quando sono messi a contatto con l&#8217;arte e quando i loro spazi ormai vuoti vengono occupati dalla creativit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1585 alignright\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Centrale-Montemartini1-300x221.jpg\" alt=\"Centrale-Montemartini1\" width=\"300\" height=\"221\" \/>La <a href=\"http:\/\/www.centralemontemartini.org\" target=\"_blank\">centrale Montemartini<\/a> deve il nome all&#8217;allora assessore al Tecnologico, Giovanni Montemartini (1867-1913), scomparso poco dopo la sua entrata in funzione, nel 1912. Il complesso, il primo impianto pubblico di produzione di energia elettrica nella capitale, fu costruito in funzione dello sviluppo industriale dell&#8217;area Ostiense, sulle sponde del Tevere e a ovest del centro storico, in direzione del mare. Un sito quindi particolarmente adatto al sorgere di manifatture a servizio di una citt\u00e0 che da pochi era decenni capitale del Regno d&#8217;Italia ed era in piena espansione. Lo stabilimento era imponente e fu pi\u00f9 volte modificato e ampliato, ma nel 1963 la produzione di energia elettrica era gi\u00e0 cessata e poco dopo il complesso fu chiuso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1587\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Centrale-Montemartini3-225x300.jpg\" alt=\"Centrale-Montemartini3\" width=\"225\" height=\"300\" \/>Non ci vogliamo dilungare sulle caratteristiche tecniche della centrale, reperibili in internet (v. anche <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Centrale_Montemartini\" target=\"_blank\">wikipedia<\/a>), e sulla storia del suo restauro e recupero dopo decenni di abbandono, grazie ad Acea. Gi\u00e0 nel 1997 la centrale aveva iniziato a ospitare alcune opere in occasione dei restauri di parte del complesso museale del Campidoglio. Lo spazio, concepito come temporaneo, \u00e8 oggi divenuto fisso: vi trovano sede i reperti dovuti a scavi eseguiti tra Otto e Novecento nell&#8217;area urbana. Voglio citare, nella cosiddetta sala delle Colonne (piano terra), le sculture in peperino utilizzate come materiale da costruzione\u00a0 in una muratura rinascimentale presso la Basilica di San Lorenzo, forse parte di un tempio dedicato a Ercole, o i reperti provenienti dalla necropoli dell&#8217;Esquilino, i mosaici con animali marini e arredi domestici da una villa privata di via Panisperna o i numerosi busti di personaggi dell&#8217;et\u00e0 repubblicana. Una sala ospita invece tre carrozze riccamente decorate dello splendido treno voluto da Pio IX e costruito verso il 1848, utilizzato nella tratta Roma &#8211; Albano.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 al piano superiore il luogo dove le statue si inseriscono tra le grandi macchine ancora in situ: in primis, la ricostruzione del\u00a0frontone del tempio di Apollo Sosiano (zona teatro Marcello), con sculture originali greche, i colossali frammenti di statue dall&#8217;area sacra di largo Argentina e le figure femminili dal Celio. Nella successiva sala Caldaie le opere provengono invece dagli Horti Liciniani, Sallustiani e dell&#8217;Esquilino e da alcune domus. Da citare \u00e8 anche il grande mosaico policromo\u00a0con scene di cattura di animali selvatici proveniente dalla zona della chiesa di Santa Bibiana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1588 alignright\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Centrale-Montemartini2-300x225.jpg\" alt=\"Centrale-Montemartini2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Centrale-Montemartini2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Centrale-Montemartini2-820x615.jpg 820w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Centrale-Montemartini2.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Al museo si arriva comodamente con la metropolitana scendendo alla stazione Garbatella e seguendo le indicazioni per viale Ostiense: sono circa 500 m a piedi, il complesso sorge al semaforo. Ma si pu\u00f2 anche scendere alla basilica di San Paolo, che dista meno di un km (15 minuti), risalendo via Ostiense verso nord. Proseguendo un altro km oltre il museo si pu\u00f2 riprendere la metropolitana a porta San Paolo, dove si trova la celebre Piramide Cestia. Le altre informazioni su biglietti, riduzioni, prenotazioni e visite guidate si trovano sul sito <a href=\"http:\/\/www.centralemontemartini.org\" target=\"_blank\">www.centralemontemartini.org<\/a> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove forse non te l&#8217;aspetti, appena fuori dal cuore di Roma e a due passi dalla basilica di San Paolo, si trova uno dei pi\u00f9 interessanti siti di archeologia industriale oggi trasformati in sede museale. 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