{"id":1770,"date":"2018-05-26T12:07:52","date_gmt":"2018-05-26T10:07:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tracciati.eu\/?p=1770"},"modified":"2021-01-04T10:23:35","modified_gmt":"2021-01-04T09:23:35","slug":"villa-contarini-giovanelli-venier-eleganza-nei-secoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/2018\/05\/26\/villa-contarini-giovanelli-venier-eleganza-nei-secoli\/","title":{"rendered":"Villa Contarini Giovanelli-Venier: eleganza nei secoli"},"content":{"rendered":"<p><strong>Villa Contarini Giovanelli-Venier <\/strong>\u00e8 una splendida villa veneta e fa parte di uno dei possedimenti della grande famiglia veneziana dei Contarini. Un edificio di rilevanza storico-artistica, incorniciato dallo splendido paesaggio dei Colli Euganei. Un \u201caltiero palazzo\u201d di propriet\u00e0 di Alvise Contarini di cui vi \u00e8 gi\u00e0 una preziosa testimonianza del 1605.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1779 alignright\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Vo-Facciata_-Villa-Contarini-Giovanelli-Venier-300x222.jpg\" alt=\"Vo-Facciata_ Villa Contarini Giovanelli Venier\" width=\"368\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Vo-Facciata_-Villa-Contarini-Giovanelli-Venier-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Vo-Facciata_-Villa-Contarini-Giovanelli-Venier-820x607.jpg 820w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Vo-Facciata_-Villa-Contarini-Giovanelli-Venier.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/>La villa \u00e8 situata in una zona geografica importante che fin dal medioevo ha rappresentato un punto di transizione tra i colli Berici e i colli Euganei. Lavori di bonifica portati avanti dalla Repubblica di Venezia hanno risanato queste terre che fin dal &#8216;400 sono state parte della ricca famiglia. All\u2019interno dell\u2019edificio, a pianta quadrata tripartita, arte e storia si intrecciano; splendide sale affrescate e decorate colpiscono l\u2019attenzione del visitatore. Al centro i saloni sovrapposti, ai lati le stanze e uno scenografico scalone interno.<br \/>\nI piani nobili sono due, uno sovrapposto all\u2019altro e diversi anche dal punto di vista architettonico. Il piano sottotetto era invece destinato alla servit\u00f9. Le finestre hanno balaustre in pietra abbellite da\u00a0 timpanetti triangolari e arcuati, mentre alcune sono impreziosite da eleganti medaglioni. All\u2019ingresso principale si accede da una scala esterna\u00a0 di particolare architettura perch\u00e9 si dirama in due bracci semicircolari, che si aprono su uno spazio compreso tra due barchesse edificate tra il 1624 e il 1642. Ognuna di esse \u00e8 vivacizzata da otto arcate a tutto sesto. Gli edifici disposti su due piani erano occupati dalla servit\u00f9 o servivano da cantine, depositi o scuderie.<\/p>\n<p>Il palazzo, un tempo antica sede municipale, si trova nel centro del borgo di Vo\u2019 Vecchio, poi divenuto frazione di Vo\u2019. Nel corso del XVII vengono infatti annessi un oratorio, un\u2019osteria, la piazza, il centro fluviale: il piccolo borgo inizia a prendere vita. Nell\u2019Ottocento il palazzo \u00e8 ristrutturato e ammodernato. La propriet\u00e0 passa alla famiglia Giovanelli Venier e l\u2019edificio diviene una vera e propria casa di villeggiatura. L\u2019orientamento della facciata viene cambiato e viene spostato sul lato meridionale di fronte alle barchesse. Gli interni subiscono delle modifiche e viene costruita la splendida scala a bovolo del Meduna. Vengono inoltre aggiunti nuovi controsoffitti decorati con tecniche pittoriche a tempera in stile barocco e neorococ\u00f2. La scala, in tutto il suo splendore, \u00e8 tuttora punto di collegamento tra i vari piani dell\u2019edificio.<br \/>\nIl palazzo fu acquistato nel 1927 da Gino Bonazzi, un industriale vicentino; diventa poi di propriet\u00e0 del pittore bolognese Mario Pozzati e successivamente del commerciante Sirio Landini. Dal 1943 l\u2019edificio viene affittato alle Suore Elisabettine di Padova per ospitare gli sfollati delle citt\u00e0 vicine colpite dai bombardamenti. Negli anni \u201950 diventa propriet\u00e0 del Comune di Vo\u2019 e iniziano i primi interventi di manutenzione e restauro che hanno ridonato all\u2019edificio tutta la sua eleganza e bellezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1781 alignleft\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Vo-Scala-a-bovolo-del-Meduna_Villa-Contarini-Giovanelli-Venier-197x300.jpg\" alt=\"Vo-Scala a bovolo del Meduna_Villa Contarini Giovanelli Venier\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Vo-Scala-a-bovolo-del-Meduna_Villa-Contarini-Giovanelli-Venier-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Vo-Scala-a-bovolo-del-Meduna_Villa-Contarini-Giovanelli-Venier.jpg 619w\" sizes=\"auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/>Sede del &#8220;Museo del paesaggio&#8221;, villa Contarini Giovanelli-Venier ospita una ricca esposizione di copie di mappe dedicate al territorio. Il piano terra invece ospita una mostra permanente dedicata a Luogo della memoria della Shoah: per la villa, infatti, la Seconda guerra mondiale fu uno dei periodi pi\u00f9 cupi. Nel dicembre del 1943 venne requisita e utilizzata dai nazisti come campo di concentramento degli ebrei. Vi furono internate fino a una settantina di persone delle province di Padova e Rovigo e vi rimasero sette mesi. \u00c8 il 17 luglio del 1944 a segnare la sorte dei 47 ebrei a quel tempo presenti nel campo, prelevati dai tedeschi e trasferiti prima a Padova, poi a Trieste e infine stipati nei famigerati vagoni merci. La loro meta finale fu il campo di sterminio e di lavoro di Auschwitz-Birkenau. Soltanto tre si salvarono: Ester Hammer, Bruna Namias e Sylvia Sabbadini. Nel piccolo museo si trovano preziose testimonianze e documenti, tra cui anche un piccolo diario scritto dal parroco di Vo, che descrive uno spaccato del vissuto dagli internati. Il percorso della memoria racconta, attraverso pannelli espositivi, immagini e resti delle cucine utilizzate nel periodo di prigionia, la sofferenza e la terribile sorte cui i prigionieri erano destinati.<\/p>\n<p><strong>Elena Chirulli<\/strong><\/p>\n<p><em>Per informazioni e prenotazioni:<br \/>\nVilla Contarini Giovanelli Venier, p.zza Bruno Santimaria, 240 &#8211; 35030 Vo Vecchio (PD)<br \/>\nSegreteria 342 5756959 e-mail: <a href=\"mailto:creativo.ac@gmail.com\">creativo.ac@gmail.com<\/a> sito internet: <a href=\"https:\/\/www.creativo01.com\">www.creativo01.com<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Villa Contarini Giovanelli-Venier \u00e8 una splendida villa veneta e fa parte di uno dei possedimenti della grande famiglia veneziana dei Contarini. Un edificio di rilevanza storico-artistica, incorniciato dallo splendido paesaggio dei Colli Euganei. 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