{"id":546,"date":"2014-04-22T18:10:43","date_gmt":"2014-04-22T16:10:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tracciati.eu\/?p=546"},"modified":"2016-07-26T17:29:32","modified_gmt":"2016-07-26T15:29:32","slug":"suggerimenti-visitare-il-delta-del-po","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/2014\/04\/22\/suggerimenti-visitare-il-delta-del-po\/","title":{"rendered":"Suggerimenti: visitare il Delta del Po!"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_554\" aria-describedby=\"caption-attachment-554\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-554\" title=\"Il Giardino botanico litoraneo di Porto Caleri\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2-300x224.jpg\" alt=\"GiardinoBotPortoCaleri2\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2-1024x767.jpg 1024w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2-560x419.jpg 560w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2-200x149.jpg 200w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2-160x119.jpg 160w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri2.jpg 1063w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-554\" class=\"wp-caption-text\">Un sentiero lungo il Giardino botanico litoraneo di Porto Caleri<\/figcaption><\/figure>\n<p>C\u2019\u00e8\u00a0una ricchezza ancora tutta da scoprire nel Delta del Po: il turismo. In queste terre, note fuori dalla loro regione \u2013 il Veneto \u2013 soprattutto per la centrale termoelettrica di Porto Tolle, per la tragica alluvione del 1951 e per il fenomeno della subsidenza, ci sono numerosissimi motivi che giustificano una visita, e forse pi\u00f9 d\u2019una. La prima pu\u00f2 essere il <strong>paesaggio<\/strong>: piatte distese di campi strappati al mare e alle paludi da un sapientissimo sistema di canali e ben 38 idrovore compongono orizzonti che non annoiano, cambiano aspetto a ogni ora del giorno e propongono inaspettati incontri con uccelli selvatici e marini, tra argini e golene, campi coltivati, canali e valli da pesca.<!--more--><\/p>\n<p>Certo, non tutto \u00e8 oro e non tutto, come spesso accade in Italia, \u00e8 valorizzato come si dovrebbe. Il Parco del Delta del Po Veneto (un\u2019altra fetta \u00e8 in Emilia Romagna) \u00e8 un puzzle non ricomposto, zone protette si alternano ad altre con vincoli limitati o assenti. Ma questo non cancella la poesia di luoghi dove l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo non solo si integra con l\u2019ambiente, ma \u00e8 anche all\u2019origine dell\u2019ambiente stesso: un paio di secoli fa il delta non esisteva ed dovuta ai veneziani l\u2019esistenza di queste terre. Nel 1604, infatti, per scongiurare l\u2019interramento della laguna la Serenissima pratic\u00f2 il <strong>Taglio di Porto Viro<\/strong> (1600-1604) deviando il corso del Po verso sud. I sedimenti causarono il progressivo avanzamento della linea di costa in quello che ancora oggi \u00e8 il \u00abdelta attivo\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi il Delta del Po \u00e8 una delle maggiori zone umide del Mediterraneo e d\u2019Europa, compresa tra l\u2019Adige a nord e il Po di Goro a sud per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 occupati da valli e lagune, gli ambienti in cui l\u2019acqua dolce di fiume si mischia a quella salata del mare. 120 chilometri quadrati di zone umide sono sottoposti a tutela: non \u00e8 difficile capire perch\u00e9 gli abitanti siano stanchi di sentirsi definire \u00abla Camargue italiana\u00bb e vorrebbero che si parlasse, piuttosto, di quest\u2019ultima come del \u00abPolesine francese\u00bb!<\/p>\n<figure id=\"attachment_552\" aria-describedby=\"caption-attachment-552\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-552 \" title=\"Delta del Po\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1-300x224.jpg\" alt=\"DeltaPo1\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1-1024x767.jpg 1024w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1-560x419.jpg 560w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1-200x149.jpg 200w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1-160x119.jpg 160w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/DeltaPo1.jpg 1063w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-552\" class=\"wp-caption-text\">Acque e canneti nel delta del Po<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dal paesaggio alla cucina: il delta \u00e8 ricco di proposte culinarie che traggono gli ingredienti nella terra e nell\u2019acqua. Le zone strappate al mare dai sedimenti del grande fiume offrono terreno fertile per numerose tipologie di ortaggi, alcuni riconosciuti Igt come il <strong>Radicchio di Chioggia<\/strong>, l\u2019<strong>Insalata di Lusia<\/strong> e l\u2019<strong>Aglio bianco<\/strong>, ma il principe dei piatti \u00e8 forse un cereale, il <strong>Riso del Delta Dop<\/strong>. Come non associare, in cucina, questi frutti prelibati della terra con quelli del mare, soprattutto <strong>Cozze del Delta Dop<\/strong> (uniche in Italia a vantare la denominazione protetta) e vongole dalle carni particolari perch\u00e9 allevate in acque salmastre \u2013 ne dolci ne troppo salate, come nella sacca di Scardovari \u2013 oppure anguille, seppie, cefali e pesce azzurro? Il mix \u00e8 unico e da assaporare sul posto.<\/p>\n<p>Nella terra pi\u00f9 giovane d\u2019Italia si pu\u00f2 pensare che la storia con la \u00abS\u00bb grande non sia di casa: eppure a pochi passi da qui, ad Adria, si trova uno dei pi\u00f9 importanti musei archeologici nazionali, con testimonianze degli antichi abitanti dell\u2019epoca in cui il litorale marino era arretrato di 30 o 40 chilometri. Vi passava la via romana \u00abPopilia\u00bb, collegamento tra Rimini e la via Annia, ad Adria. Numerosi sono i luoghi di scavo, sede di attivit\u00e0 didattiche durante tutto l\u2019anno, mentre le dune fossili raccontano le tappe dell\u2019avanzamento delle terre, dapprima lento e poi fattosi rapido dal secolo XVII.<\/p>\n<figure id=\"attachment_553\" aria-describedby=\"caption-attachment-553\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-553\" title=\"Il Giardino botanico litoraneo di Porto Caleri\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri1-300x224.jpg\" alt=\"GiardinoBotPortoCaleri1\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-553\" class=\"wp-caption-text\">Ancora un&#8217;immagine del Giardino botanico litoraneo di Porto Caleri<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/GiardinoBotPortoCaleri1.jpg\">Prima di addentrarsi nelle terre d\u2019acqua e canneti potrebbe valere la pena una visita guidata al <\/a>Giardino botanico litoraneo di Porto Caleri\u00a0\u00a0<a href=\"#[1nota]\" name=\"[1]\">[1]<\/a>, non lontano dalla localit\u00e0 balneare di Rosolina, confine settentrionale del Parco del Delta, creato nel 1991. Qui, nei circa quattro chilometri di sentieri attrezzati (in parte anche per i disabili) con spettacolari ponticelli di legno, si pu\u00f2 riscoprire una grande variet\u00e0 di habitat che vanno dalla pineta alle dune consolidate, dalle zone umide alla macchia fino alla spiaggia. Un viaggio tra maestosi pini marittimi, altro inserimento fuori contesto dovuto all\u2019uomo e che nel tempo qui verranno lasciati scomparire, o i pi\u00f9 consoni lecci e caprifogli, fino ad arrivare alle sabbie ricoperte di licheni e finocchi selvatici, e alle pozze d\u2019acque dove imperano tartarughe e specie anfibie come il rarissimo \u00abpelobate fosco\u00bb, scoperto di recente e tra le specie a rischio estinzione in Italia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_555\" aria-describedby=\"caption-attachment-555\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/MuseoBonifica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-555 \" title=\"Museo della Bonifica di Ca' Vendramin\" src=\"http:\/\/www.tracciati.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/MuseoBonifica-300x224.jpg\" alt=\"MuseoBonifica\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/MuseoBonifica-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/MuseoBonifica-560x419.jpg 560w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/MuseoBonifica-200x149.jpg 200w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/MuseoBonifica-160x119.jpg 160w, https:\/\/www.tracciatieditore.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/MuseoBonifica.jpg 886w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-555\" class=\"wp-caption-text\">La sala delle idrovore del Museo della Bonifica di Ca&#8217; Vendramin<\/figcaption><\/figure>\n<p>Altra tappa per capire meglio il Delta \u00e8 la straordinaria idrovora di Ca\u2019 Vendramin dove ha sede il <strong>Museo regionale della Bonifica\u00a0<\/strong> <a href=\"#[2nota]\" name=\"[2]\">[2]<\/a>: una struttura inaugurata nel 1905 che da sola garantiva il sollevamento di 11mila litri d\u2019acqua al secondo, con motrici a vapore e ambienti in stile liberty! Obsoleta e abbandonata negli anni Sessanta, \u00e8 uno splendido esempio di archeologia industriale.<\/p>\n<p>Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po si pu\u00f2 visitare con ogni mezzo, dall\u2019auto alla moto, dalla bicicletta al cavallo alla barca. Numerosi sono gli itinerari naturalistici, fluviali e terrestri, nonch\u00e9 i percorsi culturali che il Parco propone ai visitatori. Vi consigliamo un giro sui siti <a href=\"http:\/\/www.parcodeltapo.org\">www.parcodeltapo.org<\/a> , portale del Parco, oppure <a href=\"http:\/\/www.venetodeltapo.it\">www.venetodeltapo.it<\/a> curato da un consorzio di cooperative che promuovono il turismo nel delta. Materiale informativo utile si trova al Centro Visitatori del Parco di Porto Viro, ubicato all\u2019uscita di Porto Viro lungo la Statale Romea. Per conoscere il delta vi possiamo suggerire anche la cooperativa Co.Se.Del.Po. (Cooperativa di Servizi del Delta) di Ariano Polesine, che propone visite guidate e didattiche, e la Cooperativa Pescatori Ariano (<a href=\"http:\/\/www.pescatori-ariano.it\" target=\"_blank\">www.pescatori-ariano.it<\/a>), i cui soci affiancano alla pesca l\u2019offerta di pescaturismo.<\/p>\n<p>Vedi anche l&#8217;articolo del blog del Quadrifoglio <a title=\"INvito al Delta\" href=\"http:\/\/quadrifoglioblog.wordpress.com\/2014\/05\/03\/379\/\" target=\"_blank\">Invito al Delta<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#[1]\" name=\"[1nota]\">[1]<\/a>\u00a0Per chi desidera visitare il Giardino, il sito \u00e8 aperto da aprile a ottobre, mar-giov-sab-dom e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ingresso euro 2,50, possibilit\u00e0 di visite guidate alle ore 10.30 e alle 16.30.<\/p>\n<p><a href=\"#[2]\" name=\"[2nota]\">[2]<\/a> Il Museo regionale della Bonifica di Ca&#8217; Vendramin \u00e8 aperto da marzo a ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 chiuso il luned\u00ec (ingresso 2 euro, ridotto 1 euro, gratuito per bambini con et\u00e0 inferiore ai 12 anni).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8\u00a0una ricchezza ancora tutta da scoprire nel Delta del Po: il turismo. In queste terre, note fuori dalla loro regione \u2013 il Veneto \u2013 soprattutto per la centrale termoelettrica di Porto Tolle, per la tragica alluvione del 1951 e per il fenomeno della subsidenza, ci sono numerosissimi motivi che giustificano una visita, e forse pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[203,159],"tags":[109,104,107,105,110,108,106],"class_list":["post-546","post","type-post","status-publish","format-image","hentry","category-incontri","category-luoghi","tag-cose-del-po","tag-delta","tag-giardino-botanico-porto-caleri","tag-po","tag-porto-caleri","tag-rosolina","tag-scardovari","post_format-post-format-image"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=546"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1229,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546\/revisions\/1229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tracciatieditore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}